Home » balbuzie trattamento » QUANDO È NECESSARIA UNA VISITA LOGOPEDICA?

QUANDO È NECESSARIA UNA VISITA LOGOPEDICA?

Lgopedista Milano

Ma che cosa fa, in pratica, il logopedista?

 

 

Se la tua erre è arrotata, per esempio, significa che non riesci a far vibrare la punta della lingua contro il palato.

Lo specialista, con esercizi mirati, ti aiuterà a posizionarla nel modo corretto: per esempio, con uno stuzzicadenti in bocca, dovrai ripetere alcune parole che contengono le consonanti tr di treno e str di astronomo.

 

Se, invece, non riesci bene a pronunciare la esse o la zeta, significa che non riesci a formare con la lingua il canale attraverso cui spingere l’aria verso l’esterno. In questo caso il logopedista ti aiuterà ad allenare la lingua a formare questo canale.

Quindi, ti eserciterai ripetendo delle sequenze di parole dove la esse precede la t e la d e quindi, la b e la m.

 

Molti bambini, poi, soffrono sempre più spesso di deglutizione infantile, soprattutto per aver portato per troppo tempo il ciuccio. Questo difetto consiste nell’avere una lingua poco tonica che, anzichè rimanere a contatto con il palato, rimane adagiata sulla mandibola inferiore.

Questo difetto porta a una cattiva respirazione e masticazione e provoca uno scorretto allineamento dei denti. Per correggere questo difetto è necessario fare degli esercizi per rinforzare la lingua e per imparare a deglutire nel modo corretto.

 

Se il tuo problema è la tachilalìa, invece, cioè un modo di parlare velocissimo che ti porta a mangiare le parole e che, spesso, è associato all’ansia, all’inizio sono necessari esercizi di rilassamento. Quindi si passa alla lettura lenta e veloce, per esempio, di filastrocche, per acquisire il senso del ritmo e imparare a scandire meglio le lettere.

 

Tutte queste cure richiedono da dieci a venti sedute logopediche, ma anche molti esercizi da fare a casa.

DISTURBI DEL LINGUAGGIO:

A chi rivolgersi?

Difficoltà da trattare subito.

 

Un problema, quando si soffre di disturbi del linguaggio, è che non sempre si ricorre subito al logopedista, anche perchè la professione è ancora relativamente poco conosciuta.

 

Tanto è vero che molti pediatri ignorano che cosa sia il ritardo evolutivo semplice del linguaggio, un disturbo che, se viene affrontato subito, tende a guarire dopo un periodo abbastanza breve di trattamenti. Mentre, se viene trascurato, quando il bambino inizia a frequentare la scuola elementare può avere difficoltà di apprendimento che, spesso, viene diagnosticata, erroneamente, come dislessia.

 

Nell’età evolutiva il disturbo più frequente ( colpisce circa il 5-7% dei bambini in età prescolare)  è proprio il ritardo del linguaggio. Non è causato da una malattia, ma può avere pesanti conseguenze sull’apprendimento scolastico.

Tuttavia, pochi sanno che può essere diagnosticato dai tre anni. E, in alcuni casi, prima: genitori e pediatri, infatti, possono rendersi conto già a 24 mesi dei suoi segnali, come un lessico povero, inferiore a 50 parole.

Intorno ai 36 mesi, il 30% circa dei bambini si normalizza. Se questo non succede, invece, un intervento logopedico precoce può guarire in fretta questo disturbo>>.

 

Senti chi (non) parla.

 

Per fare conoscere i vantaggi di un ricorso precoce a questo professionista, che per molti bambini e adulti può significare un recupero pieno del linguaggio e dell’inserimento sociale, il Cplol (Comité permanent de liason des orthophonistes/ logopedes de l’Union Européenne) e la Fli (Federazione logopedisti italiani) hanno promosso la Giornata europea della logopedia ( che si è tenuta lo scorso 6 marzo con lo slogan Senti chi (non) parla).

I temi centrali della Giornata sono stati, soprattutto, le malattia neurologiche dovute a traumi cranici, ictus e malattie degenerative. E che possono causare afasia ( cioè mancanza del linguaggio) , disprassia ( disturbi motori nell’articolazione della parola ) e disfagia (alterazione della deglutizione).

 

<< In particolare, in Italia il numero di persone che sono diventate afasiche in seguito a malattie cerebrovascolari si aggira intorno alle 150 mila>>, spiega Anna Basso, neuropsicologa clinica presso l’Istituto di Neurologia dell’Università di Milano emassima esperta di afasia in Italia.

 

<< L’afasia è più frequente di altre malattie molto più conosciute, come la sclerosi multipla o il Parkinson. Ma non se ne parla, è un disturbo pressochè ignoto. Questo silenzio è in parte spiegabile se si pensa che gli afasici sono colpiti proprio nella loro capacità di esprimersi. Queste persone scompaiono perchè non sanno raccontare cos’è la loro malattia e non sono più in grado di interagire con i propri familiari e di reinserirsi al lavoro.

 

Spesso, infatti, vengono escluse o si autoescludono dal proprio ambiente, rimanendo isolate nel silenzio e nella sofferenza. Ma l’afasia, se presa in tempo, si può migliorare. E numerosi studi sperimentali hanno dimostrato che l’unico trattamento efficace, anche se a volte non è del tutto risolutivo, è proprio quello logopedico. Una ricerca condotta sui servizi di riabilitazione in Italia, invece, purtroppo ha messo in evidenza che molto raramente il servizio offerto risponde alle richieste necessarie per ottenere un risultato soddisfacente>>.

 

 

Gli anziani che non sanno più comunicare.

 

Nel nostro Paese il 18% della popolazione supera i 65 anni di età, mentre gli over 80 rappresentano il 4,3% (nel 2050 dovrebbero arrivare al 14,2%).

 

Invecchiare non è una malattia. Ma la vera sfida del nostro millennio è quella di mantenere negli anni una buona qualità della vita. Negli anziani, invece, oltre ai problemi legati alle malattie neurodegenerative e cardiovascolari, possono comparire le comunicopatie: cioè, quei disturbi della comunicazione non causati da una malattia vera e propria, ma da una situazione di isolamento sociale ( come avviene, spesso, nelle case di riposo).

 

Se l’anziano ha scarsi stimoli e motivazione a parlare con gli altri, infatti, impoverisce sempre di più il suo linguaggio e le sue capacità di ragionamento. In una spirale che, se non viene interrotta dal logopedista, può essere senza fine.

 

 

di Silvia Pigorini

 

FONTE: https://logopediaunipa.wordpress.com/2008/09/30/quando-le-parole-non-ti-vengono/

 

 

, ,
Translate »