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CENTRO DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Disturbi alimentari Anoressia e Bulimia:

dall’età evolutiva all’adolescenza.

centro disturbi alimentari Milano

L’alimentazione rappresenta un aspetto fondamentale dello sviluppo infantile: grazie all’interazione con l’adulto di riferimento durante il momento dei pasti, il bambino inizia a sperimentare la propria autonomia in campo alimentare. Ed è proprio all’interno di tale percorso evolutivo che possono emergere le prime difficoltà alimentari.
Nella maggior parte dei casi esse sono transitorie e tendono a risolversi spontaneamente; in altri casi, invece, le anomalie legate all’alimentazione possono perdurare più a lungo nel tempo e configurarsi come veri e propri Disturbi Alimentari o come loro potenziali precursori.

I disturbi alimentari più diffusi nei bambini sono l’alimentazione selettiva e la neofobia.

L’alimentazione selettiva rispecchia un atteggiamento disfunzionale verso il cibo e descrive il comportamento di bambini che limitano la loro alimentazione ad una gamma ristretta di cibi preferiti, rifiutandosi di mangiare altri cibi conosciuti o di assaggiarne di nuovi.
Il disturbo da alimentazione selettiva interessa quei bambini che mangiano circa 5-6 alimenti i quali devono essere preparati e serviti secondo rigidi rituali, pena il rifiuto del cibo. Possono svilupparsi situazioni in cui il piccolo si “abbuffa” degli alimenti preferiti, o al contrario, quadri di iporessia in cui vi è un graduale rifiuto di mangiare. 
La neofobia rappresenta, invece,  una reazione di rifiuto o disgusto con paura di assaggiare cibi nuovi e interessa principalmente bambini di età compresa tra i  2 e 4 anni. In questo disturbo non vi è legame con stati di sottopeso o sovrappeso, ma assume piuttosto un significato evoluzionistico di cautela verso ciò che è considerato “nuovo” e potenzialmente pericoloso.
Lo sviluppo di un comportamento alimentare non equilibrato può derivare da numerosi fattori tra cui la pressione a mangiare da parte dei genitori, preoccupati che il figlio non cresca o una maggiore sensibilità agli stimoli sensoriali da parte del bambino.  Ricordiamo che i genitori con il proprio esempio assumono un ruolo fondamentale nella trasmissione dei modelli alimentari ai propri figli: non importa quanto il  bambino sia piccolo, lui osserva e assorbe tutte le informazioni dell’ambiente circostante.

Bambini con difficoltà alimentari sono più esposti allo sviluppo di disturbi alimentari in età adolescenziale: proprio per tale ragione si consiglia ai genitori di non aspettare che il disturbo si manifesti chiaramente, ma di rivolgersi a un professionista già alla comparsa dei primi segnali, in un’ottica di prevenzione.

L’adolescenza si caratterizza per i rapidi cambiamenti che si verificano a livello corporeo e psicologico ed è molto importante che ragazzi e ragazze siano accompagnati a comprenderne il significato. Le ragazze, in particolare, possono vivere questa fase di transizione con più sensibilità:  aumenta la percentuale di massa grassa, si modificano le forme corporee e contemporaneamente cresce la loro l’attenzione per valore sociale della magrezza. Per questo motivo iniziano spesso diete dimagranti fai da te che costituiscono uno dei fattori scatenanti più significativi per lo sviluppo di Anoressia nervosa e Bulimia nervosa.

L’anoressia nervosa è un disturbo alimentare associato alla distorsione della propria immagine corporea e comporta la deliberata ricerca di perdita di peso attraverso una forte riduzione dell’introito calorico e abuso di esercizio fisico. Porta a conseguenze molto gravi, sia da un punto di vista fisico che psicologico: abbandono delle relazioni sociali, apatia rispetto ai propri interessi e focalizzazione esclusiva su peso, forme corporee e cibo.  Nelle forme più gravi diventa necessario il ricorso al ricovero ospedaliero.

La Bulimia nervosa condivide con l’Anoressia l’estrema importanza attribuita all’immagine corporea e al peso, ma si distingue per la presenza di ricorrenti abbuffate che spingono la giovane a mangiare senza controllo un’eccessiva quantità di cibo con conseguenti sensi di colpa e frustrazione. In risposta a tali stati emotivi e per impedire l’aumento di peso vengono messi in atto comportamenti compensatori, tra cui vomito e utilzzo di lassativi e diuretici.                                                 
Anche gli adolescenti maschi possono sviluppare una distorsione dell’immagine corporea, manifestata nell’erronea convinzione di avere un aspetto troppo esile e sviluppando un’ossessione per lo sviluppo muscolare. Attraverso estenuanti allenamenti in palestra e un’eccessiva attenzione all’alimentazione  gonfiano e scolpiscono oltre misura il proprio fisico per compensare la percezione estremamente fragile che hanno di sé.

In conclusione,  proprio perchè la pubertà rappresenta una fase evolutiva che porta gli adolescenti a confrontarsi con “tempeste emozionali”, l’invito rivolto ai genitori è quello di notare se i comportamenti dei propri figli possono inserirsi all’interno di un burrascoso, ma fisiologico, periodo adolescenziale o in una cornice di patologia, e rivolgersi a professionisti specializzati.

Centro specialistico per disturbi alimentari a Milano

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