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BAMBINI PLUSDOTATI

plusdotazione

Normale o geniale?

Scopri come sostenere le sue potenzialità

Cos’è la plusdotazione?

 

Per Plusdotazione si intende comunemente una intelligenza eccezionale, quantitativamente superiore ai 130 punti ottenuti al test del QI.

Il 5% della popolazione dimostra un quoziente di intelligenza eccezionale, mentre il 24% della popolazione appartiene alla fascia con un risultato che si colloca nella media superiore.

Ad oggi però tale definizione può risultare riduttiva perché non tiene in considerazione il più attuale modello multidimensionale in tema di intelligenza, che comprende tra le tipologie, anche l’intelligenza emotiva, la capacità di stringere relazioni, la creatività.

 

  • Chi individua un bambino plusdotato?

 

L’Iniziativa spesso nasce dai genitori che su consiglio delle insegnanti possono muoversi per accertare le effettive qualità del bambino sulla base di osservazioni e paragoni con i coetanei o i fratelli.

Altre volte i genitori si rivolgono al Centro per ottenere un chiarimento o una spiegazione relativa a problematiche legate all’apprendimento, all’iperattività, al disinteresse manifestato dal figlio, difficoltà che svelano invece spiccate qualità sul piano cognitivo.

Un bambino brillante o plusdotato dimostra una spiccata curiosità e generalmente una grande memoria, ottime capacità di apprendimento e precocità.

  • È un luogo comune credere che un bambino plusdotato abbia necessariamente interessi scientifici e ottime abilità di calcolo. Dotazioni cognitive eccezionali appartengono anche ai bambini con disturbi di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) o disturbi specifici di altro genere. Se si desidera una certificazione valida per la scuola o solo per curiosità è possibile attivare un percorso di valutazione specifica presso l’équipe del Centro Amamente.

 

  • Quali sono gli effetti sulla sfera emotiva e relazionale?

 

In sé e per sé la Plusdotazione non porta ad effetti negativi sull’adattamento o la personalità. Le problematiche emergono tutte quelle volte in cui i bisogni di un bambino non vengono riconosciuti e accettati, peggio ancora negati. Laddove la discrepanza con i compagni di classe dovesse risultare molto evidente, così come accade per i bambini che dimostrano difficoltà di apprendimento, allo stesso modo per i bambini con abilità superiori, é necessario riconoscere il bisogno educativo speciale e rispondere immediatamente attivando strategie, strumenti compensativi dispensativi che possano mettere il bambino stesso nelle condizioni di apprendere, mantenendo la soddisfazione di interagire e cooperare con i compagni di classe.

Ma laddove tali strategie non vengano applicate è verosimile che il bambino manifesti oppositività, iperattività, mal di pancia o semplicemente noia, tutti messaggi di disagio scolastico. Ed è in quel momento che bisogna attivarsi per ricreare un ambiente favorevole attorno a lui o a lei affinché l’esperienza scolastica non danneggi le sue potenzialità ma le esalti, come è giusto che sia per ciascuno.

Un’esperienza scolastica appagante è una delle basi del benessere psicologico in un bambino, e il benessere psicologico è alla base del benessere scolastico e determina la riuscita nell’apprendimento.

 

 

  • Perché un bambino è plusdotato?

 

A tale domanda non esiste una risposta univoca. Gli studiosi sono concordi nel riconoscere la sinergia tra dotazione biologica, genetica e stimolazione ambientale. Ad oggi conosciamo il valore e gli effetti che la stimolazione multisensoriale precoce spiino dall’ambiente, favorevole, quindi il ruolo di genitori ed educatori può avere sui bambini sin dalla nascita.

Studi scientifici dimostrano l’importanza di offrire al bambino nell’arco dei primi mesi stimoli e giochi adeguati, ma anche conoscenze più specifiche come elementi di conteggio, riconoscimento di forme, colori, animali, concetti topologici (sopra, sotto, destra, sinistra, dentro, fuori…), anche giocare con i suoni delle parole.

Come accade per l’apprendimento della lingua, allo stesso modo le altre abilità si costruiscono gradualmente e sedimentano stabilmente, per esprimersi con più facilità poi più avanti, quando il sistema neurologico sarà sufficientemente maturo.

 

  • Come sconfiggere la noia?

 

Disinteresse, noia, oppositiva o semplice espressione di un bisogno?

I bambini spesso esprimono le emozioni attraverso il comportamento perché non sanno esprimere il proprio disagio a parole. Il nostro ruolo è quello di sostenerli, accogliendo i bisogni che stanno alla base della crescita, come la curiosità, l’interesse, i talenti, senza ostacolarli.

La sfida del genitore e dell’educatore è proprio quella di sostenere la crescita naturale e le spinte di sviluppo del bambino, proponendo stimoli positivi, mai competitivi, e in linea con l’età mentale ed emotiva del bambino, senza cadere nei seguenti tranelli.

 

  • Ecco i tranelli più frequenti per un genitore di un bambino brillante o plusdotato:

1) Pensare che sia troppo presto per imparare qualcosa.

La curiosità è un bisogno innato, l’elemento che permette la crescita e lo sviluppo dell’individuo e dell’individualità. I bambini non hanno secondi fini, sono curiosi, esplorano con piacere e lo fanno attraverso il gioco, apprendono solo se motivati da una spinta autentica, dunque esaudite i suoi bisogni, sostenetelo, ma senza incalzarlo o sostituirvi a lui o a lei.

La scuola ha il compito di sostenere l’individualità di ciascuno e favorire l’apprendimento e l’inclusione. L’inclusione non é una fatica ma l’opportunità di avere una classe ricca, un giardino della diversità.

 

2) Etichettarlo.

Un bambino brillante vi farà venire spesso voglia di dire “Bravo”, o di parlare della sua bravura di lui con altre persone in sua presenza, che a sua volta lo loderanno. Niente di male in ciò, ma attenzione, un bambino che riceve un’immagine di sé sempre al top, vincente, migliore, capace, potrebbe avere delle difficoltà nello scontrarsi con le difficoltà, perché desidera compiacervi.

  • Come evitare che ciò accada?

Provate a esercitarvi nel sostituire alla parola “bravo” delle affermazioni altrettanto gratificanti ma che spostano il focus dal giudizio sulla persona alle emozioni provate. Potrete ad esempio dire “questo tuo disegno mi piace molto, soprattutto questa parte, tu quale parte preferisci? Ti sei divertito a dipingere?” Se al fallimento vi scapperà un “Non è proprio da te…” mordetevi la lingua. Ciò lo aiuterà ad affrontare il mondo con sicurezza.

 

3) Trattarlo come un adulto.

Anche se mangia pane e filosofia, semplicemente non lo è. Non responsabilizzatelo, non chiedetegli di scegliere o prendere decisioni importanti. I genitori siete voi. Ciò non significa che non possiate chiedere il suo parere, anzi, ciò lo farà sentire importante e parte di una squadra.

 

4) pensare che se impara a leggere adesso poi a scuola si annoierà.

Se gli vieterete di imparare qualcosa troverà comunque il modo di farlo (dopotutto è intelligente) e in poche settimane vi dimostrerà con orgoglio il suo successo.

Lo so, le maestre vi hanno consigliato di distrarlo dalle lettere e dal contare, voi le avete provate tutte, anche legargli le manine, ma non ha funzionato. Vostro figlio ha tre anni e fa di conto, fatevene una ragione. Cosa accadrà alle elementari?

Non preoccupatevi, una maestra ben informata e preparata troverà sicuramente delle strategie per proporre la lezione affinché risulti accessibile e interessante per tutti i bambini, ciascuno con il proprio livello di partenza.

 

5) Riporre delle aspettative.

I bambini durante il loro percorso di crescita esplorano tantissimi ambiti differenti. Adesso ha la fissa per i minerali, domani vorrà cantare, dopodomani amerà le disequazioni. Offritegli stimoli vari e differenti come una tavolozza piena di colori per la mente, dalla quale potrà attingere autonomamente.

Fate in modo che scelga ciò che più lo attrae. Esplorate e riconoscete i suoi talenti ma non scambiate un interesse contingente per il lavoro del futuro, perché rischiate più o meno consciamente di improntare il suo percorso fin da subito senza considerare le possibilità che la vita gli offrirà.

  • A quali specialisti rivolgersi?

Sostenere un figlio con bisogni educativi speciali é una sfida difficile per la maggior parte dei genitori e degli insegnanti. Per questo motivo é importante scegliere specialisti con esperienza e formazione nel campo. Il Centro Amamente, sotto la giuda della dott.ssa Anna La Guzza,  é il primo centro in Italia ad aver applicato le conoscenze sul talento alla pratica clinica. Coltiviamo le abilità e il talento dalla nascita all’etá adulta, certifichiamo difficoltà di apprendimento e iperdotazione, fornendo ai genitori e agli insegnanti piani di intervento personalizzati ed efficaci.

Per contattarci:

centroamamente@gmail.com 

 

 

 

 

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