Counseling – Consulenza e sostegno psicologico a Milano e OnLine

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Quale è il compito del Counselor?

Compito del Counselor “centrato sulla persona” è quello di aiutare il cliente in crisi a trovare e sviluppare autonomamente in un contesto relazionale pregnante di scambi autentici, le capacità e le abilità per “rielaborare” in modo diverso le proprie esperienze di vita al fine di perseguire la propria autorealizzazione.

IL MODELLO ROGERSIANO

Carl  Rogers, uno dei fondatori del counseling non direttivo centrato sulla persona definisce una relazione di aiuto una relazione, appunto, in cui uno dei soggetti interviene per promuovere e far emergere nell’altro un processo di crescita, di sviluppo, di maturità e per arrivare a gestire un modo di comportarsi più adeguato ed integrato.

Carl Rogers, definendo la sua teoria afferma: “per me l’approccio centrato sulla persona esprime il tema fondamentale di tutta la mia vita professionale, poiché esso si è chiarito attraverso l’esperienza, l’interazione con gli altri e la ricerca”. Rogers è, infatti, fortemente convinto che l’individuo possiede già dentro di sé ampie risorse per l’autocomprensione, per modificare costruttivamente la propria idea del sé, le proprie qualità ed il proprio comportamento, e queste sue potenziali risorse possono esprimersi solo in un clima e contesto di facilitazione.

Lo scopo principale dell’approccio rogersiano è, quindi, quello di creare delle condizione che permettano, appunto, a questa forza di base di agire, in modo che la persona possa crescere verso la propria auto- realizzazione. Si tratta, in effetti, di una acquisizione progressiva verso una più efficace e qualificante comprensione del sé e della propria situazione, che permetta di raggiungere e giungere a delle scelte e a decisioni positive per il proprio vivere ed interagire.

TRIADE ROGERSIANA

Per Rogers tre sono le caratteristiche essenziali che deve avere chi si pone in una relazione di aiuto e che sono necessarie per creare un clima di fiducia:

1. L’empatia.

L’empatia è la capacità di condividere i sentimenti dell’altro, di mettersi nei “panni dell’altro” per poter vedere il suo mondo dal punto di vista non filtrato attraverso il proprio modo personale di vedere.

Rogers basa il suo concetto di comprensione empatica nel modo di sentire il mondo personale del cliente come se fosse il proprio, non dimenticando però di essere l’altro.

2. L’accettazione incondizionata.

L’accettazione incondizionata del cliente è un sentimento spontaneo, positivo, senza condizioni né pregiudizi, che veicola un sincero interesse per l’altro senza pretendere nulla in cambio.È la capacità di accettare una persona permettendole di essere quello che è, anche se è totalmente diversa da noi.

3. L’autenticità

La condizione di autenticità si realizza nel diventare consapevoli di se stessi, ossia nell’entrare in contatto con i propri sentimenti, le proprie emozioni, viverli ed essere capaci di comunicarli. L’autenticità è sinonimo di trasparenza con se stessi e di libertà interiore di comunicare all’altro ciò che sentiamo nei suoi confronti.

Quanto più il facilitatore nella relazione sa essere se stesso, quanto più evita di nascondersi dietro il ruolo professionale o personale, tanto più il cliente è in grado di esprimere se stesso ed iniziare il processo di modificazione e crescita costruttiva della sua personalità.

APPROCCIO CENTRATO SULLA PERSONA DI ROBERT CARKHUFF.

Successivamente Robert Carkhuff, allievo e collaboratore di Rogers, ha sviluppato e perfezionato la tecnica del maestro, rendendo possibile l’applicazione della teoria rogersiana a vari contesti sociali.

Rispetto alle intuizioni di Rogers, Robert Carkhuff ha tentato di rendere più ampia e più concreta, l’analisi del processo di aiuto attraverso una ulteriore definizione delle dinamiche di personalizzazione del problema e di “messa in pratica del cambiamento”.

Robert Carkhuff rileva e puntualizza l’esistenza di alcune variabili che sono necessari nella conduzione del colloqui ad orientamento fenomenologico-esistenziale: ESPLORAZIONE, COMPRENSIONE, AZIONE.

Cosa fa Il Counselor

Il counselor dovrebbe eseguire 4 passi fondamentali, per poter attivare questi  processi nel cliente:

1. PREPARARSI ALL’ ATTENZIONE

Prima che il cliente possa riuscire ad elaborare la propria esperienza, egli deve essere coinvolto nella dinamica dell’aiuto. “Coinvolgimento” significa essere disposti a condividere (comunicare) con altri delle esperienze personali significative.

Quindi vediamo che le abilità di attenzione servono per coinvolgere il cliente nella relazione di aiuto.Quando il counselor è veramente attento, il cliente diventa a suo  volta pienamente attento e si impegna nel processo di aiuto. Chi ha bisogno di aiuto può essere motivato al processo di aiuto quando si accorge che l’altro dà a lui un’attenzione totale.

2. RISPONDERE

Rispondere getta le basi sulle quali si costruisce il processo di aiuto. Aiuta il cliente ad esplorare e mettere a fuoco dove si trova rispetto alla sua situazione.

La cosa importante è riuscire ad entrare nello schema mentale del cliente, per comprendere il sentimento e il contenuto che egli ha espresso. Una risposta accurata servirà a facilitare o a stimolare nel cliente una ulteriore esplorazione del suo vissuto.

Il cliente esplora il livello in cui si trova in modo da poter successivamente comprendere dove desidera (o dove dovrebbe) essere.

Nella dimensione di contenuto si cerca di rispondere alle sei domande chiavi: chi, cosa perché, quando, dove e come. Di che cosa l’altro sta parlando? Cosa ci vuole dire? Parafrasi e uno strumento utile in questa fase.

Per rispondere al sentimento dobbiamo osservare il comportamento, espressioni posturali e facciali, il tono di voce, l’espressione del viso del cliente. A questo punto sono adatti le verbalizzazioni.

Per rispondere al significato bisogna capire che i sentimenti sono legati al contenuto e il contenuto ci da la ragione del sentimento. SENTIMENTO + CONTENUTO = RISPOSTA AL SIGNIFICATO.

Quindi la domanda è: Quale è la situazione che il cliente sta vivendo e come si sente rispetto ad essa? (“Sei triste perché lei se ne andata”).

3. PERSONALIZZARE

Di seguito abbiamo un altro fattore fondamentale: il fattore personalizzare. E’ un processo importantissimo perché sottolinea l’importanza d’interiorizzare le responsabilità che le persone hanno rispetto alla soluzione dei loro problemi.

Prima di poter rivolgere la nostra attenzione all’abilità di personalizzare, dobbiamo essere sicuri di aver stabilito con il cliente una base di comunicazione. Abbiamo risposto in modo intercambiabile non ad una soltanto ma ad una serie di espressioni del cliente, al livello in cui è stata presentata. Riuscire a formulare delle efficaci risposte personalizzate è la chiave del processo di aiuto, perché facilita la comprensione.

Personalizzare il significato:

  • – Quali conseguenze ha questa situazione sul cliente? (“Ti senti furioso, perché le cose vanno sempre storte?” )
  • – Perché queste esperienze sono importanti per il cliente? Che impatto hanno avuto sul cliente queste esperienze? (“Sei furioso perché tu vieni sempre lasciato da parte”).

Personalizzare i problemi:

  • – Identificare la mancanza: Quale mancanza è alla base del problema? (“ Ti senti frustrato perché ti è mancata l’iniziativa?”).
  • – Interiorizzare la mancanza: Cosa c’è nel cliente che contribuisce al suo problema? (“ Ti senti frustrato perché tu non riesci ad assumere l’iniziativa?”)
  • – Concretizzare la mancanza (“Ti senti frustrato perché non riesci a fare i passi giusti al momento giusto?”).

Personalizzare gli obiettivi:

  • – identificare i comportamenti che sono l’opposto del problema. Cosa può contribuire a risolvere il problema? (“Ti senti deluso perché vorresti avere iniziativa, ma non ci riesci”)

4. INIZIARE

Iniziare è la fase culminante del processo di aiuto. Iniziare sottolinea l’importanza di facilitare gli sforzi che i clienti compiono per agire in modo da riuscire a raggiungere i loro obiettivi ovvero darsi da fare per modificare o migliorare le loro capacità di funzionamento.

Iniziare vuol dire definire gli obiettivi, sviluppaare programmi, fissare scadenze e rinforzi, preparare la realizzazione dei passi, per promuovere il cliente dal punto in cui si trova, verso dove desidera o dovrebbe essere.

Di Oksana Varcenko.

Psicoterapia Milano

Consulenza psicologica OnLine 

Fonte:

https://www.counselingitalia.it/articoli/3611-il-counseling-centrato-sulla-persona

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